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HOME>>LE PIANTE>>PIANTE: COME MEGLIO COLTIVARLE IN ACQUARIO

Piante: Come meglio coltivarle in acquario

 

In altre parti del sito abbiamo gia accennato alla notevole per non dire fondamentale importanza delle piante per la vita dell'acquario. Indipendentemente da questi fattori di carattere pratico, si deve anche considerare il fattore estetico che, il pi delle volte, il primo ad essere osservato dall'appassionato neofita. Infatti, un bell'acquario di acqua dolce quasi impensabile senza piante rigogliose. In questo senso esse sono oggetti decorativi, ma non morti, come le pietre o i legni; quindi hanno precise necessita che devono essere rispettate nell'acquario e richiedono l'attenzione dell'appassionato.

Vediamo di considerare pi da vicino, in una rapida carrellata, i vari aspetti essenziali per la coltivazione delle piante in acquario.

 

1. Materiale da fondo. Il materiale di fondo, ha una importanza relativa per le piante d'acquario ma non deve essere trascurato. Non serve solo da substrato in cui le piante si fissano con le loro radici, ma anche come deposito per un certo quantitativo di sostanze nutritive che, in un secondo momento, si disciolgono nell'acqua e possono essere cosi assorbite dalle piante. Esistono tuttavia anche delle piante che fanno completamente meno del fondo, galleggiando alla superficie o fluttuando liberamente, nonch piante che si fissano su substrati rigidi come legni o sassi, facendo spesso a meno di vere e proprie radici.

 

2. Luce. Tutte le piante dell'acquario possono vivere solo grazie alla fotosintesi clorofilliana, cio trasformare con l'aiuto della luce le sostanze nutritive in sostanze necessarie per la loro crescita ed il loro sviluppo. Perci tutte le piante hanno bisogno di una quantit di luce pi o meno elevata: si pu dire che la maggior parte ha una necessita di luce medio-alta. Talune indicazioni, date in testi vecchi, secondo cui l'illuminazione per determinate piante deve essere molto scarsa, sono frutto di un malinteso dovuto al fatto che l'occhio umano reagisce diversamente alla luce che non la pianta.

 

3. Assunzione di nutrimento. La pianta si nutre principalmente di sali minerali disciolti nell'acqua, alcuni dei quali provengono dalla decomposizione delle sostanze organiche nel filtro biologico e nel materiale di fondo grazie ai batteri.
Questo nutrimento pu avvenire pero solo se la pianta, mediante la fotosintesi, in grado di assorbire anche una sufficiente quantit di anidride carbonica, indispensabile per questo processo.

 

4. Disposizione delle piante nellacquario. A seconda del tipo di piante, queste vanno disposte nell'acquario singolarmente o in un gruppo.
Le piante che diventano relativamente grandi normalmente vengono sistemate da sole, in modo da evitare che si ostacolino a vicenda nella crescita. Specie pi piccole o molto sottili e con foglioline filiformi vengono invece piantate a gruppi pi o meno grandi. Si devono naturalmente tener presenti, nella disposizione dei gruppi, anche fattori estetici e l'esigenza dei pesci di trovare uno spazio libero pi o meno ampio per nuotare.

 

5. Somministrazione di fertilizzanti. Il "concime" per le piante è meno importante di quanto si credeva una volta, pero so è potuto constatare che sopratutto le piante pi esigenti necessitano per il loro sviluppo di speciali sostanze solitamente non presenti nell'acqua dell'acquario, in primo luogo di chelanti, sostanze ferrose e alcuni elementi traccia (oligoelementi).
Le sostanze ferrose e la maggior parte degli altri nutrimenti vengono offerte in commercio come "integratori del materiale di fondo" e possono essere mescolate con la sabbia prima di allestire un nuovo acquario gia funzionante. Oggi a questo scopo si utilizzano sempre pi dei prodotti a base di laterite, un terriccio particolarmente ricco di sali minerali e di materiale ferroso (ne deriva il sia colore rossiccio). Questo materiale, di origine tropicale (prevalentemente asiatica), ha il grande pregio di cedere lentamente le sostanze utili per la crescita delle piante e di conseguenza funziona perfettamente da deposito a lungo termine.
I chelanti e gli oligoelementi sono attualmente disponibili sul mercato dell'acquariofilia sotto diversi nomi commerciali. Questi prodotti vanno aggiunti all'acqua con regolarit, perch si consumano anche attraverso processi di ossidazione e non solo tramite l'assorbimento da parte delle piante. In un certo qual modo fa parte dei fertilizzanti anche l'anidride carbonica. A questo proposito va ricordato ce questo gas è quasi sempre carente in un acquario normale e una rigogliosa e sana crescita delle piante, che a sua volta influisce positivamente sulla vita dei pesci, è ottenibile praticamente solo attraverso una continua somministrazione di CO2.
A questo scopo l'industria acquariologica ormai mette a disposizione tutta una serie di apparecchiature che permettono una sicura ed efficace fertilizzazione con anidride carbonica in acquario. In concreto, un simile impianto di diffusione è costituito da una "bombola di riserva" di CO2 (esistono da 10g a 1 kg), una "rubinetteria" per regolare il flusso del gas e un "diffusore" da collocare sott'acqua nella vasca. Due i punti "critici" di questi impianti: la rubinetteria, che anche dopo un uso prolungato deve garantire una perfetta regolazione, e il diffusore, che dovr permettere un lento, continuo e regolare arricchimento dell'acqua con anidride carbonica. Va poi ricordato che l'anidride carbonica è un gas estremamente volatile che oltre a pesare attraverso moltissimi materiali solitamente pi che soddisfacenti per l'uso in acqua: i normali tubicini per l'aria, per esempio, fanno fuoriuscire parte dell'anidride carbonica e quindi indispensabile che il percorso dei "collegamenti" tra le varie parti dell'impianto sia il pi breve possibile.
Importante, inoltre, la questione della sicurezza, specialmente quando si lavora con bombole con un carico superiore a circa 300 g. In questi casi il gas contenuto nella bombola si trova sotto forte pressione e al posto di una semplice rubinetteria meglio utilizzare un sofisticato "riduttore di pressione" a due stadi, munito possibilmente anche di manometro per controllare sia la carica della bombola di riserva sia la pressione del gas distribuito verso il diffusore. Un simile riduttore di pressione permette quasi sempre anche il collegamento di vari "automatismi" per pilotare l'impianto mediante un misuratore elettronico di pH: si imposta il valore pH desiderato e la diffusione di CO2 sar regolata di conseguenza, analogamente a quanto avviene per la temperatura tramite un riscaldatore termostato. Si pu anche applicare un'elettrovalvola ed un timer per interrompere la diffusione durante le ore notturne, quando le piante non necessitano questo gas, evitando inutili sprechi ed eventuali sbalzi dei valori chimici.
Per il principiante e per chi allestisce un acquario con capacit non superiore a circa 150-200 litri, basta un "semplice" apparecchio di base. Ci si ricordi pero di chiedere prima dell'acquisto se il negoziante pu assicurare la manutenzione dell'impianto (alcuni pezzi di ricambio, specialmente certe guarnizioni, sono di vitale importanza per l'uso di questi apparecchi) e la regolare disponibilit.....delle bombole di ricambio.

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