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HOME>>L'ACQUA>>LA DUREZZA DELL'ACQUA

La durezza dell'acqua

 

Prima di spiegare che cosa si intende per "la durezza dell'acqua" vale la pena soffermarci su un aspetto per così dire linguistico. Dopo che per decenni tutto il mondo acquariologico applicava una certa terminologia in uso specialmente nel campo industriale degli impianti idraulici, ultimamente si sta diffondendo anche l'uso di termini propri dei laboratori o addirittura delle acque minerali. Così si preferisce parlare di "capacità acidificante" e non più di "durezza carbonatica", per citare solo un esempio.

Va chiarito che si tratta di una questione che dal lato pratico non riveste fondamentalmente importanza per la conduzione di un acquario.

La durezza dell'acqua è dovuta alla presenza degli ioni calcio e magnesio ed è indipendente dal tipo degli anioni presenti in essa. Ancora oggi si usa in acquariofilia suddividerla in durezza totale, temporanea e permanente. La durezza totale -misurata in Italia di solito in gradi tedeschi (10mg di CO - ossido di calcio - in un litro d'acqua corrispondono ad 1°dGH) si può dividere in durezza temporanea e durezza permanente.

La prima è la parte della durezza eliminabile per esempio tramite ebollizione dell'acqua. La durezza permanente invece è quella che resta nell'acqua anche dopo l'ebollizione ed è formata dai solfati, cloruri e nitrati. La durezza temporanea o, più precisamente, la durezza carbonica (che si misura in °KH) è invece composta da bicarbonati che si formano nell'acqua grazie alla presenza di anidride carbonica (CO2) che si lega a calcio e magnesio. Nell'acqua questo processo, che è anche reversibile quando la presenza di anidride carbonica libera è scarsa, ha una notevole importanza per numerosi altri fattori chimici, Per evitare che i bicarbonati di calcio e di magnesio si disciolgano (liberando così anidride carbonica) è indispensabile che nell'acqua sia presente sempre una certa quantità di anidride carbonica libera.

Il contenuto di anidride carbonica libera nell'acqua varia secondo la durezza carbonica ed il valore pH. Questa osservazione è di notevole importanza. L'anidride carbonica libera nell'acqua, infatti, ha la capacità di fungere da tampone per il pH stabilizzando questo valore. Inoltre, in caso di un certo sovradosaggio di CO2 sopratutto in assenza di una durezza carbonatica elevata, provoca un notevole abbassamento del pH fino a valori mortali per i pesci (pH4). L'anidride carbonica libera è di grande importanza anche per le piante, essendo una delle loro sostanze nutritive fondamentali.

Ritorniamo ancora un attimo sulla misurazione della durezza dell'acqua. Si usa parlare in acquariofilia di acque dure e di acque tenere. In genere la distinzione tra questi tipi avviene nel modo seguente: da 0° a 5° dGH, acqua molto tenera; da 5° a 10° dGH, tenera; da 10° a 20° dGH, dura; oltre 20° dGH, molto dura.

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