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HOME>>LA RIPRODUZIONE

La riproduzione

 

 

Dopo aver coltivato una buona esperienza da acquariofili, riproducendo nelle nostre vasche i più svariati biotopi, non vi rimane altro che provare l’affascinante esperienza della riproduzione in cattività. In alcuni casi vi sarà già capitato di assistere ad un parto, ma questo capitava spesso per caso, con i pesci più semplici da riprodurre e senza particolari esigenze es. Guppy, ma in genere sarebbe bene predisporre le condizioni in vasca perché questo accada. Queste condizioni devono essere supportate dalle condizioni dell’acqua ideali perché normalmente i pesci sono molto tolleranti, ma nel caso del periodo riproduttivo hanno bisogno, e con loro uova e avanotti, di condizioni esatte. Ma non solo acqua, anche il giusto arredamento è importante, cioè con nascondigli se servono, con fondo soffice se questo serve a costruire nidi e con tutte le condizioni che i pesci ritrovano in natura. Rimane il fatto che per ottenere una buona riproduzione è bene osservare due cose importanti:

1° la migliore riproduzione avviene in acquari monospecifici, cioè dedicati solo ed esclusivamente alla specie che si vuole riprodurre

2° è bene informarsi tramite i libri su tutte le esigenze della specie che si intende allevare e riprodurre

 

 

Strategie riproduttive

 

Pesci che costruiscono nidi: Molti Anabantoidei costruiscono un nido di bolle d’aria e muco sotto la superficie dell’acqua. Questi pesci hanno bisogno di un livello dell’acqua non troppo alto, in modo che vicino alla superficie si accumulino molte piante acquatiche. La corrente deve essere scarsa e la vasca non deve essere troppo popolata. E’ il maschio a costruire il nido, e dopo la deposizione delle uova l’accoppiamento diventa molto aggressivo verso la femmina, che pertanto è meglio allontanare.

 

Pesci incubatori orali: Alcune specie di Ciclidi invece di deporre le uova su un substrato le proteggono in bocca per tutto il periodo dell’incubazione. Molte specie di ciclidi dei laghi africani adottano questo tipo di comportamento al fine di difendere al meglio le uova prima e le larve poi. Durante questo periodo, che può protrarsi anche per 20 giorni, la femmina smette di nutrirsi e quindi si indebolisce sensibilmente. La presenza di altri ciclidi aggressivi può compromettere la schiusa delle uova, e quindi è consigliabile osservare attentamente l’evolversi della situazione ed eventualmente allontanare gli altri pesci. Alcune specie trattengono anche gli avanotti in bocca per il primo periodo della crescita, e li lasciano uscire per brevi passeggiate. Al primo segnale di pericolo la femmina apre la bocca e i piccoli vi si rifugiano velocemente.

 

Pesci disseminatori di uova sul fondo: Molti Ciprinidi e molti Caracidi quando sono pronti per la riproduzione si riuniscono e si accoppiano. Le femmine sono riconoscibili dalla pancia rigonfia di uova: al momento della deposizione le uova cadono lentamente sul fondo e sulla vegetazione. Nell’arco di pochi giorni una larva di dimensioni infinitesimali esce dall’uovo e continua il proprio sviluppo, senza essere ancora in grado di nuotare, utilizzando le riserve energetiche del sacco vitellino. In questa prima fase dello sviluppo le larve sono molto vulnerabili, e se l’acquario contiene altri pesci è difficile che qualche avanotto riesca a sopravvivere. Pietre tonde sul fondo (che creano interstizi) e molta vegetazione possono essere di aiuto, ma la soluzione migliore rimane quella di trasferire le larve in un acquario a parte.

 

Pesci ovovivipari: A questo gruppo appartengono i Poecilidi. Sono pesci molto prolifici, e il loro rappresentante più famoso, ovvero il Guppy ne è la dimostrazione. Anche in un acquario di comunità ben popolato, nel quale di solito c’è sempre un discreto movimento, il Guppy si riproduce e arricchisce l’acquario di nuovi pesci. Nei poecilidi i maschi sono spesso facilmente distinguibili dalle femmine, e 2-4 coppie di una specie non tardano di solito a riprodursi. Nella maggior parte della specie il maschio presenta la pinna anale modificata, detta gonopodio, a forma di bastoncino. Il gonopodio è l’organo copulatore, mediante il quale il maschio attua la fecondazione interna. Dopo un paio di settimane la femmina da alla luce dai 30 ai 100 avanotti, che immediatamente cercheranno protezione tra le piante acquatiche. I piccoli sono molto vulnerabili e quindi è meglio allevarli in un acquario a parte. Alcune femmine conservano nel proprio corpo lo sperma dei maschi per alcuni mesi, e sono quindi in grado di generare diverse figliate anche nei mesi successivi.

 

Pesci seppellitori di uova nel fondo: I Ciprinodontidi, meglio noti come Killi, vivono in ambienti che durante la stagione secca si prosciugano. L’acquario non si prosciuga, ma i pesci conservano l’abitudine di seppellire le uova nel materiale di fondo, che quindi deve essere soffice (la torba sarebbe l’ideale). Le uova vanno quindi estratte dall’acquario insieme alla torba e mantenute in ambiente umido per circa 2 mesi. In questo periodo di tempo le uova continuano lo sviluppo per schiudere non appena verranno di nuovo a contatto con l’acqua. Gli avanotti sono immediatamente attivi e crescono molto velocemente

 

Ora entriamo nel dettaglio, vedendo i metodi di riproduzione di alcuni tra i più comuni pesci d’acqua dolce… i pesci sono stati elencati in ordine alfabetico per nome scientifico. Tra parentesi il nome comune.

 

H2OAcquariofilia si scusa se dall’elenco manca qualche vostro beniamino, ma non tutti i pesci sono facilmente riproducibili in cattività e quindi non è facile reperirne notizie a riguardo.                                    

Aequidens pulcher (Acara blu)

 

Aequidens pulcher (Acara blu)

 

I maschi adulti mostrano pinne più ampie, soprattutto l’anale e la dorsale, che talvolta si prolungano all’indietro con un lungo filamento. La riproduzione è molto frequente in acquario, le uova sono deposte in genere sulle rocce o ciottoli piatti, preventivamente puliti. Entrambi i genitori si prendono cura della prole, mostrando in questa fase una notevole aggressività nei confronti degli appartenenti ad altre specie. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino, gli avanotti possono essere nutriti per almeno 10-15 giorni con naupli di artemia o vermetti micro, successivamente con cibo secco finissimo.

 

Ancistrus spp.

Ancistrus spp.

 

E’ consigliabile approntare una apposita vasca di 40-50 litri, anche priva di materiale di fondo e piante (anche l’illuminazione è superflua), con un buon filtro che smuova e ossigeni adeguatamente l’acqua e il fondo sparso di potenziali rifugi sotto forma ti tubi in PVC di varie sezioni, tronchi cavi, grosse canne di bambù ecc. La riproduzione avviene, infatti, sempre in tana, all’interno di una cavità ben protetta. Se nell’acquario sono presenti più maschi, questi in presenza di una femmina matura danno luogo a spettacolari parate intimidatorie, affrontandosi tra loro. Le uova, deposte a grappoli e tenute assieme da una membrana collosa, aderiscono al substrato, sia esso il fondo o una delle pareti del nido. Non sono numerose 50-100 e per tutta l’incubazione (6-7 giorni a 24-26°C) solo il maschio le cura, ventilandole e difendendole, restando a digiuno. Le larve, alla nascita, si rifugiano nell’ombra sorvegliate dal padre e sono già provviste di bocca a ventosa, con la quale si fissano al substrato. Tre giorni dopo aver riassorbito il sacco vitellino assumono la livrea scura degli adulti, dal quarto giorno cominciano a nuotare per nutrirsi, simili ormai ad adulti in miniatura. Meglio somministrare più volte al giorno piccole quantità di naupli di artemia, alghe, mangime secco sminuzzato, verdura cotta finemente triturata, omogeneizzati di verdura e mangime semi liquido in sospensione per avanotti di ovovivipari. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino e i primi giorni di alimentazione attiva, la crescita è molto rapida: in 3-4 mesi, gli avanotti possono misurare 3-4 cm ed è a questa taglia che i piccoli vengono offerti in commercio dagli allevatori.

 

Apistogramma agassizii

Apistogramma agassizii

 

Il maschio è riconoscibile per la taglia maggiore, la livrea più colorata e le pinne più ampie, in particolare le pinne impari spesso sono appuntite e si prolungano in filamenti, assenti nelle femmine. Questi Ciclidi sono poligami: ogni maschio difende un territorio all’interno del quale vivono più femmine, con le quali si accoppia. La riproduzione avviene all’interno di piccole grotte o cavità ( noci di cocco, mezzi vasi di terracotta, tubi in PVC ecc.), a volte nell’intrico delle radici di torbiera. Le uova (50-150) aderiscono alle pareti e vengono curate dalla femmina, mentre il maschio sorveglia i dintorni mostrandosi aggressivo verso gli intrusi. Quando i piccoli cominciano ad uscire dalla tana, della loro cura e difesa se ne occupano entrambi i genitori. Per il primo nutrimento degli avanotti sono molto indicati i naupli di artemia.

 

Astronotus ocellatus (Oscar)

Astronotus ocellatus (Oscar)

 

L’unico modo per distinguere il sesso è osservare la diversa conformazione della papilla genitale nei riproduttori, cosa possibile solo durante l’accoppiamento e l’ovodeposizione.  La maturità sessuale viene raggiunta già ad una taglia di 12-15 cm, la formazione della coppia avviene spontaneamente all’interno di un gruppo di giovani individui. Accoppiamento e ovodeposizione avvengono di solito su superfici lisce, orizzontali od oblique: in acquario a questo scopo si può ricorrere alle classiche lastre di Ardesia che vengono meticolosamente ripulite da entrambi i riproduttori. E’ soprattutto durante la preparazione all’accoppiamento che si può assistere a sconvolgimenti del fondo (scavi, spostamenti di rocce e radici, sradicamento di piante) da parte di entrambi i riproduttori, in particolare del maschio. In questo periodo la coppia si mostra ipersensibile e non sono rari i salti fuori dall’acqua, per cui è bene coprire la vasca nel caso non fosse provvista di coperchio. Le uova ( fino a un migliaio) aderiscono al substrato e vengono man mano fecondate dal maschio. Di solito entrambi i genitori si alternano alla cura delle uova prima e avanotti poi; talvolta però il maschio può manifestare una certa aggressività e in tal caso è preferibile lasciargli l’esclusiva delle cure parentali, allontanando la femmina. Gli avanotti sono voracissimi e vanno nutriti abbondantemente, più volte al giorno, con naupli di artemia, vermetti

micro e mangime micronizzato nelle prime due settimane di vita, per poi passare a chironomi tagliuzzati, cuore di bue tritato e mangime per adulti sbriciolato.

 

Astyanax fasciatus (Caracide cieco)

Astyanax fasciatus (Caracide cieco)

 

Occorre disporre di una vaschetta a parte (bastano 15-20 litri): infatti, le uova deposte sul fondo dell’acquario comune sarebbero facilmente divorate dagli adulti  dopo ogni accoppiamento. Secondo alcuni autori, il maschio sarebbe più grande della femmina, cosa però inusuale per i Caracidi dove semmai si osserva spesso il contrario: in realtà, il principale segno di dimorfismo sessuale resta l’addome gonfio di uva della femmina matura, mentre il maschio e nettamente più snello. Le uva (fino a un migliaio) vengono deposte un po’ ovunque sul fondo, che sarà quindi costituito da biglie di vetro o da una rete che possa proteggerle dalla voracità dei riproduttori. A 25°C l’incubazione è rapida (18-24 ore) e gli avanotti che nascono con occhi minuscoli (o,2 mm di diametro) ma ben evidenti, destinati con l’età a regredire del tutto. Riassorbito il sacco vitellino possono essere nutriti direttamente con naupli di artemia e vermetti micro, oltre al mangime in polvere.

 

Aulonocara spp. (Ciclide pavone)

Aulonocara spp. (Ciclide pavone)

 

Caratteristica peculiare è la differenza delle livree fra i maschi da una parte, e le femmine e gli individui giovani dall’altra. Sono solo i primi a sfoggiare i sgargianti e metallici colori che hanno reso famosi questi pesci fra gli acquariofili; femmine e giovani, invece, hanno colorazioni nettamente più smorte e mimetiche, arricchite dalla presenza di bande verticali scure di varia intensità. Tutti gli appartenenti a questo genere sono incubatori orali, con le sole femmine deputate alla cura della prole. La fecondazione avviene quando le uova (da 5 a 60) sono già custodite all’interno della bocca della femmina. In alcune specie macchie di forma ovaidale, poste sulla pinna anale del maschio, che la femmina tenta di abboccare, facilitano tale manovra. I piccoli, dopo circa 15-20 giorni, sono rilasciati nella vasca già perfettamente autosufficienti e possono essere nutriti, in virtù delle loro notevoli dimensioni (quando lasciano la bocca della madre misurano 10 mm), con dafnie e artemie vive e mangime in scaglie per Ciclidi sbriciolato.

 

Barbus tetrazona (Barbo tigre)

Barbus tetrazona (Barbo tigre)

 

La coppia che ha iniziato i giochi amorosi (il maschio si riconosce per il muso e le pinne rosseggianti) va trasferita in una vaschetta apposita, dove l’acqua dovrebbe essere tenera e leggermente acida e sul cui fondo vanno depositate delle biglie di vetro, o stesa una griglia di plastica a maglie strette. Su queste coperture “salva uova” adageremo poi delle piante a foglie fini come Vesicularia, Fontinalis e Myriophyllum, oppure della fibra sintetica. Le uova si schiuderanno in 2-3 giorni. Avvenuta la deposizione, i genitori dovrebbero essere allontanati perché piuttosto golosi delle loro stesse uova, mentre l’acqua della vaschetta andrebbe trattata con piccole quantità di blu di metilene o verde malachite. Gli avanotti, una volta assorbito il sacco vitellino, si nutriranno volentieri di infusori, tuorlo d’uovo sodo sbriciolato e appositi mangimi liquidi. Dopo pochi giorni, cominceranno a nuotare liberamente e ad accettare naupli di artemia. Di fondamentale importanza, fin dal momento della deposizione, sarà garantire una buona qualità dell’acqua tramite frequenti cambi parziali.

 

Barbus titteya (Barbo ciliegia)

Barbus titteya (Barbo ciliegia)

 

I sessi sono distinguibili durante il periodo riproduttivo, quando il maschio assume una livrea di colore rosso intenso. La riproduzione può avvenire in una vaschetta di 30-40 litri, arredata con molte piante, dove andrà isolata una coppia. Le uova, che possono arrivare fino a 300, sono deposte singolarmente o, al massimo in gruppi di tre, tra le piante acquatiche, cui si fissano mediante un filamento. I piccoli possono essere nutriti inizialmente con infusori e, in un secondo momento, con mangime secco finissimo.

 

Betta splendens (Pesce combattente)

Betta splendens (Pesce combattente)

 

Anche se l’acquario è grande, meglio separare il maschio dalla femmina con un divisorio forato o una rete, in modo che i produttori di sesso opposto non entrino in contatto prima dell’accoppiamento ma possano vedersi e soprattutto “sentirsi”. Oltre ad una dieta appropriata, anche un lieve e graduale aumento della temperatura (fino a 26-27°C) può stimolare la riproduzione. Prima di unire i riproduttori, e bene attendere che siano pronti: il maschio di solito costruisce il classico “nido” galleggiante, una sorta di zattera formata da bolle d’aria da loro emesse, spesso cementate su piante galleggianti (che non devono mancare) e detriti di ogni genere. La disponibilità della femmina si valuta dal suo ventre rigonfio di uova e dalla papilla genitale estroflessa. La foga con cui il maschio corteggia la femmina e i focosi abbracci sotto il nido non devono trarre in inganno: terminato l’accoppiamento la femmina diventa un nemico da scacciare, stesso trattamento le viene riservato se non si dimostra sensibile alle attenzioni del partner, è dunque consigliabile piantare una folta vegetazione e offrire numerosi nascondigli tra rocce e radici legnose, nel caso non si sia fisicamente presenti per allontanare prontamente la perseguitata. Ogni volta vengono emesse alcune decina di uova, fecondate man mano che escono, le quali di solito tendono a galleggiare e finisco quindi nel nido; quelle che cadono sul fondo vengono raccolte dal maschio, a volte anche la femmina. La presenza di molte piante si dimostra preziosa anche per il primo accrescimento degli avanotti: quando questi, riassorbito il sacco vitellino cominciano a sciamare per la vasca, troveranno proprio tra la vegetazione molti piccoli organismi planctonici utili alla loro alimentazione, da integrare però con mangime finissimo e infusori, prima di passare, tra la seconda e la terza settimana di vita, ai naupli di artemia.

 

Brachydanio rerio (Danio zebra)

Brachydanio rerio (Danio zebra)

 

Non è facile riconoscere i sessi, in prossimità dell’accoppiamento però i maschi sono nettamente più snelli delle femmine, e anche la loro livrea è più marcata e brillante. La coppia che in genere la si riconosce notando dei continui giochi amorosi deve essere trasferita in una vasca a parte, contenente acqua leggermente acida  e delle biglie di vetro sul fondo. Le uova deposte (400-500 alla volta), schiuderanno in 3 giorni. Avvenuta la deposizione, entrambi i genitori vanno allontanati per evitare che mangino, vista la loro golosità, le loro stesse uova e l’acqua, andrebbe trattata con piccole quantità di blu di metilene o verde malachite. Una volta assorbito il sacco vitellino, gli avanotti andranno nutriti con infusori, tuorlo d’uovo sodo sbriciolato e mangimi liquidi. E’ bene garantire fin dalla deposizione frequenti cambi d’acqua per garantire una buona qualità dell’ambiente.

 

Colisa lalia (Gurami nano)

Colisa lalia (Gurami nano)

 

Maturità sessuale a 4-5 mesi di età, tuttavia è bene scegliere riproduttori prossimi al primo anno di vita, comunque di taglia adeguata. In acquario la tendenza del maschio a costruire il nido galleggiante e il ventre rigonfio di uova da parte della femmina “avvertono” l’acquariofilo dell’imminenza della riproduzione. In vasche piccole e prive di adeguati nascondigli, il maschio può rivelarsi piuttosto aggressivo sia verso la femmina che eventuali altri ospiti dell’acquario, che scaccia con violenza dal suo territorio. Il nido viene realizzato con bolle di schiuma e detriti vegetali galleggianti, sotto di esso avviene l’accoppiamento basato su una serie di abbracci in sequenza. Al termine, la femmina viene scacciata dal maschio, che da solo si occupa della cura e della difesa del nido, nel quale vengono deposte in media 500-600 uova (le femmine più grandi arrivano fino a 1.000-1.500) che si schiudono in circa 24-36 ore. Gli avanotti nuotano liberamente dopo tre giorni, a questo punto si può allontanare anche il maschio e iniziare a nutrirli con tuorlo d’uovo sodo, latte in polvere e infusori somministrati con una pipetta; dopo circa 8-10 giorni si possono cominciare a somministrare anche naupli di artemia e mangime secco finemente sbriciolato.

 

Cyphotilapia frontosa

Cyphotilapia frontosa

 

Dimorfismo sessuale non sempre evidente, i maschi adulti sono generalmente più grandi delle femmine e presentano una gibbosità frontale più o meno pronunciata, che si accentua con l’età, talora però osservabile anche nelle femmine. Questo Ciclide pratica una forma abbastanza primitiva di incubazione orale, la femmina prende le uova in bocca dopo averle deposte tutte (fino a una cinquantina) in un angolo tranquillo tra le rocce (che non devono mai mancare in vasca) in cui si apparta con il maschio, mentre negli incubatori più evoluti le uova vengono raccolte dalla femmina man mano che sono deposte e fecondate. I piccoli vengono ripresi in bocca dalla madre anche dopo la prima uscita, è possibile nutrirli fin da subito con naupli di artemia e mangime sbriciolato

 

Epalzeorhynchos (Labeo)

Epalzeorhynchos (Labeo)

 

Difficile da osservare in acquario. Avviene all’interno di cavità nascoste (successivamente sorvegliate dal maschio) e, in certi casi, anche a mezz’acqua. Più deposizioni possono susseguirsi durante l’arco della giornata. Le uova si schiudono dopo circa 24-48 ore. Le larve cominciano ad alimentarsi di naupli di Cyclops e a “brucare” alghe già dopo le prime 24-36 ore di vita. A distanza di qualche giorno, sono accettati di buon grado anche i naupli di artemia. La livrea grigiastra degli avanotti comincia a colorarsi non prima di cinque settimane. Secondo alcuni autori, le larve si nutrirebbero anche di mangimi liquidi e in polvere per avanotti.

 

Gymnocorymbus ternetzi (Tetra nero)

Gymnocorymbus ternetzi (Tetra nero)

 

Riproduzione possibile e riconoscibile per i giochi amorosi e per il ventre rigonfio di uova della femmina, la coppia pronta a riprodursi va isolata in una vaschetta di 10-15 litri, con la stessa acqua della vasca di provenienza e arredamento ridotto al minimo (biglie di vetro a ricoprire il fondale e un folto cespuglio di Vesicularia o Ceratophyllum fluttuante), un piccolo filtro interno ad aria con spugna incorporata e un termo riscaldatore da 25W. Dopo l’accoppiamento (che avviene a più riprese e in genere alle prime ore del mattino) i genitori vanno allontanati. Le uova si schiudono rapidamente (entro 24 ore a 27-28°C) e gli avanotti riassorbono il sacco vitellino con altrettanta rapidità: a questo punto si può cominciare a nutrirli, impresa tutt’altro che ardua, visto che accettano fin dall’inizio i naupli di artemia, oltre al mangime in polvere e al tuorlo d’uovo sodo finemente sbriciolato. Fondamentali per la crescita sono regolari cambi parziali dell’acqua, meglio se effettuati tutti i giorni.

 

Hemigrammus ocellifer (Tetra lanterna)

Hemigrammus ocellifer (Tetra lanterna)

 

Maschio più snello e intensamente colorato, femmina più tondeggiante. La coppia (o un trio composto da 2 maschi e 1 femmina) va isolata in una vaschetta di 10-15 litri, senza materiale di fondo sostituito da un folto cespuglio di piante a foglie fini, nel cui intrico vengono deposte le uova. I genitori vanno prontamente allontanati e gli avanotti nutriti per i primi 7-10 giorni con infusori, poi con naupli di artemia e mangime secco in polvere.

 

Heros severus (Severum)

Heros severus (Severum)

 

Il dimorfismo sessuale (papilla genitale a parte, visibile solo in prossimità dell’accoppiamento) è poco accentuato, talvolta, ma non sempre, il maschio si distingue per la taglia maggiore, le pinne impari più sviluppate e un disegno a pois e reticoli sulla regione cefalica. Forma coppie fisse, che si riproducono con regolarità in vasche speciali (minimo 100 litri) o in grandi acquari di comunità. Specie molto prolifica, una femmina può deporre fino a 1000 uova. Come luogo per la deposizione viene scelto di solito un sasso o un legno scoperto, piatto e orizzontale, preventivamente ripulito da entrambi i genitori che si occupano assieme anche della cura e difesa della prole.

 

Julidochromis spp.

Julidochromis spp.

 

Covano le uova (fino a 300) all’interno di cavità o anfratti tra le rocce ben protetti, generalmente sulla parete superiore. Le cure parentali consistono nella difesa accanita del territorio, da parte di entrambi i genitori, dove gli avanotti si disperdono e passano le prime settimane della loro vita. Con un comportamento indipendente e poco gregario fin dal riassorbimento del sacco vitellino. Primo nutrimento dei piccoli a base di naupli di artemia.

 

Marosatherina ladigesi (Pesce vela)

Marosatherina ladigesi (Pesce vela)

 

Il dimorfismo sessuale è molto evidente, il maschio infatti è più colorato e con pinne ( soprattutto anale e dorsale) molto più estese. Per la riproduzione è consigliabile isolare una coppia (con femmina ben gonfia d’uova) in una vaschetta senza materiale di fondo, di 15-20 litri di capacità, con un piccolo filtro a spugna. Il corteggiamento si svolge con ampio spiegamento di pinne da parte del maschio, l’ovodeposizione avviene tra piante a foglia fine (Fontinalis, Vesicularia, Ceratophyllum, Miriophyllum): vengono deposte poche uova per volta, anche tutti i giorni per alcuni mesi; è consigliabile togliere i genitori dopo ogni accoppiamento o, meglio, asportare la porzione di vegetazione con le uova, sostituendola con altra e trasferendola in una vaschetta con la stessa acqua. L’incubazione è piuttosto lunga (8-10 giorni). Gli avanotti si possono nutrire con mangime in polvere, sospensione liquida per larve di pesci ovipari, tuorlo d’uovo sodo polverizzato, naupli di artemia di piccola taglia.

 

Melanotaenia spp.

Melanotaenia spp.

 

I migliori risultati in acquario si ottengono ospitando nella vasca un maschio insieme a due o tre femmine. La deposizione e la fecondazione delle uova durano in genere una settimana e ogni femmina può produrre fino a un massimo di circa 50 uova al giorno, che vengono fissate alla vegetazione mediante corti filamenti adesivi e, a 25-26°C, si schiuderanno dopo circa una settimana. Per portare a maturazione il maggior numero di uova è utile trasferirle, con il substrato a cui sono attaccate, in vaschette riempite con acqua proveniente dall’acquario di deposizione. Appena nati, i piccoli passano un primo periodo vicino al fondo o aderenti alle piante, trascorso il quale iniziano a nuotare liberamente, soprattutto in prossimità del pelo dell’acqua. Una volta esaurito il contenuto del sacco vitellino (circa 12-24 ore), è bene nutrire i giovani con del cibo vivo e microscopico, come infusori e mangime secco micronizzato per avanotti di ovipari. Oltre a ciò, risulta utile per l’alimentazione dei piccoli anche il tuorlo dell’uovo finemente triturato.

 

Mesonauta festivus (Ciclide bandiera)

Mesonauta festivus (Ciclide bandiera)

 

Dimorfismo sessuale solo durante la fase della riproduzione e unicamente negli individui sessualmente maturi; le femmine sono riconoscibili dalla papilla genitale più smussata e allungata di quella del maschio che è, invece, abbastanza appuntita e di dimensioni minori. I maschi adulti, inoltre, presentano la pinna anale e dorsale più sviluppate rispetto a quelle delle femmine. La soluzione migliore è farli crescere assieme, fin da giovani, all’interno di un piccolo gruppo (5-7 individui). In questa condizione è probabile che, una volta raggiunta la maturità sessuale (dopo circa un anno di vita), si formino spontaneamente delle coppie. L’acquario dedicato alla riproduzione, della capacità di almeno 100 litri, dovrà essere arredato con rocce piatte e con una ricca vegetazione costituita da piante quali potranno fungere da supporto per le uova. Vengono deposte e fecondate circa 300 uova che la coppia cura assiduamente fino alla schiusa, che avviene dopo circa 2-3 giorni (a 28-30°C). I genitori trasportano le larve appena nate prendendole con la bocca e, con l’ausilio di una secrezione adesiva prodotta da ghiandole che gli stessi piccoli hanno nella regione cefalica, le fissano ad una superficie precedentemente ripulita. Le piccole larve restano legate alla lamina fogliare all’incirca per 4-6 giorni, dopo questa fase di accrescimento saranno in grado di nuotare liberamente sempre controllate e guidate dai genitori. I piccoli cresceranno sani se verrà loro fornita un’alimentazione che, oltre a comprendere mangimi in polvere, sarà ricca di cibo vivo: potranno essere utilizzati a questo scopo microworms e naupli di artemia, seguiti da copepodi (anche surgelati) ed enchitrei tagliuzzati.

 

Mikrogeophagus ramirezi (Ram)

Mikrogeophagus ramirezi (Ram)

 

Il maschio mostra il 2° raggio della pinna dorsale più sviluppato, mentre la femmina è più piccola e tozza, con il ventre spesso vivacemente colorato di rosso ciliegia. Le uova sono deposte su sassi o legni scoperti e difese da entrambi i genitori, che si occupano successivamente anche degli avanotti. Dopo la schiusa, le larve vengono spostate all’interno di piccole buche scavate nella sabbia. Appena iniziano a nuotare liberamente, accompagnati amorevolmente da entrambi i genitori, gli avanotti possono essere alimentati prima con infusori e tuorlo d’uovo sodo finemente sbriciolato, successivamente con naupli di artemia e mangime secco finissimo per larve di pesci ovipari. Dopo circa due settimane, mantenuti a temperatura di 26°-28°C, accettano anche piccole dafnie e cibo surgelato fine, raggiungendo in poco più di un mese la taglia di circa 2 cm. Per un rapido accrescimento è importante operare continui e massicci cambi dell’acqua parziali, anche del 20% al giorno.

 

Moenkhausia sanctaefilomenae (Tetra occhi rossi)

Moenkhausia sanctaefilomenae (Tetra occhi rossi)

 

Per ottenere un risultato numerico soddisfacente è consigliabile allestire una vasca speciale di 30-40 litri, da arredare con materiale di fondo scuro, qualche radice e un substrato di deposizione costituito da piante a foglie fitte, es. Cabomba. In alternativa a questa soluzione, si possono coltivare le piante poc’anzi citate nella vasca principale, attendere che i pesci vi depongano le uova e poi trasferirle in un acquario speciale cove far nascere e crescere gli avanotti. Subito dopo i primi giochi amorosi, la coppia può essere trasferita nella vasca speciale. L’acqua ideale dovrebbe avere un pH leggermente acido e una durezza bassa, sebbene si possano ottenere buoni risultati anche con valori differenti. Avvenuta la deposizione, i genitori devono essere prontamente allontanati poiché potrebbero cibarsi delle uova. Le larve, a secondo della temperatura, vengono alla luce dopo 1-3 giorni, necessitano ben presto di frequenti somministrazioni di microrganismi acquatici (naupli di copepodi). Dopo circa 10-15 giorni accettano volentieri anche naupli di artemia e mangime in polvere per avanotti; a distanza di 2 mesi, accettano ogni tipo di cibo secco di adeguate dimensioni.

 

Nematobrycon palmeri (Tetra imperatore)

Nematobrycon palmeri (Tetra imperatore)

 

Oltre al corpo più grosso e massiccio, il maschio si distingue per la pinna dorsale assai più sviluppata e appuntita, nonché per la caudale più lunga e spesso sfrangiata. La coppia di riproduttori và isolata in una vaschetta con acqua tenera e acida (durezza massima 10° dGH e pH 6), con temperatura 27-28°C, priva di illuminazione e con un folto cespuglio di piante a foglie fine e fitte es. Vesicularia, Ceratophyllum, in alternativa lana di perlon a fibra grossa. Gli accoppiamenti si susseguono per diverse ore, viene deposto un solo uovo per volta per un totale ammontante generalmente a poche decine (è tra i Caracidi meno prolifici). Al termine i genitori devono essere allontanati perché potrebbero nutrirsi di uova e avanotti. La schiusa avviene dopo 24-48 ore, le piccole larve si nutrono inizialmente di infusori e plancton microscopico prima di passare ai naupli di artemia.

 

Neolamprologus brichardi (Pesce coda di rondine)

Neolamprologus brichardi (Pesce coda di rondine)

 

Le differenze fra i sessi sono poco evidenti, con il maschio che mostra le estremità posteriori della pinna dorsale talvolta più appuntite ed allungate. In natura questa specie si riproduce in comunità, comportamento osservabile anche in acquario. Le uova (fino a 200) sono deposte in fessure o cavità fra le rocce e sorvegliate principalmente dalla femmina. Della cura e della difesa degli avanotti (da nutrire inizialmente con naupli e vermetti micro) si occupano anche altri membri del gruppo, spesso fratelli maggiori o comunque parenti dei piccoli.

 

Neolamprologus leleupi

Neolamprologus leleupi

 

Dimorfismo sessuale poco pronunciato. La specie è monogama, forma cioè coppie fisse che si riproducono regolarmente. Accoppiamento ed ovo deposizione avvengono in un angolo ben protetto, ad esempio una cavità a grotta sulle cui pareti vengono fatte aderire da 50 a 150 uova circa, accudite poi dalla femmina fino alla schiusa mentre il maschio difende il territorio circostante. Gli avanotti, difesi da entrambi i genitori, si possono nutrire con naupli di artemia e mangime finemente triturato.

 

Paracheirodon innesi (Neon)

Paracheirodon innesi (Neon)

 

Il maschio ha il corpo nettamente più snello della femmina; individuata la coppia, va catturata per isolarla dal resto del gruppo trasferendola nella vaschetta di riproduzione, possibilmente di sera. Per la riproduzione si può usare una vasca di plastica trasparente di 10 litri, con incorporato un piccolo filtro interno (lana e torba) azionato da un aeratore. Consigliabile un’acqua con durezza 1-2° dGH. Va poi stesa sul fondo una rete di plastica con maglie non troppo larghe, che servirà per evitare che i genitori si cibino delle uova cadute sul fondo durante l’accoppiamento. La temperatura ottimale è attorno ai 23-24°C. Una coppia sana e ben affiatata può riprodursi ogni 8-10 giorni deponendo fino a 100-150 uova per volta, anche se è consigliabile farla riposare per un po’ di tempo per non affaticarla eccessivamente. Allontanati i genitori, è preferibile aspirare le uova con un tubicino, per trasferirle in una vaschetta riempita con acqua dalle medesime caratteristiche fisico-chimiche in cui una piccola pietra porosa provocherà un leggero movimento. Tenendo le uova sempre al riparo dalla luce diretta (ideale è una stanza sempre in penombra, con finestre chiuse), si attende la schiusa per circa 24 ore. Dopo circa 4-5 giorni le larve cominciano a nuotare liberamente e si possono quindi somministrare infusori e rotiferi, dopo altre 24-48 ore i naupli di artemia per circa 1 mese, poi gradualmente si passerà al mangime secco e al liofilizzato. Molto importanti sono la frequenza di alimentazione (minimo 3-4 volte al giorno) ed i cambi parziale dell’acqua (10% al giorno). Gli avanotti, già dall’età di 5 giorni, non temono più la luce diretta ma è consigliabile mantenere comunque un’illuminazione attenuata e lasciare qualche sona in penombra.

 

Pelvicachromis pulcher

Pelvicachromis pulcher

 

Le differenze fra i due sessi sono abbastanza marcate, con la femmina che, oltre ad essere più piccola, ha la pinna dorsale meno ampia e più arrotondata all’estremità, con due ocelli neri più evidenti che nel maschio, e il ventre più intensamente colorato di rosso ciliegia di quest’ultimo. La riproduzione avviene in “grotte” naturali o artificiali (mezzi gusci di cocco o sezioni di tubo in PVC), sulle cui pareti vengono deposte le uova sorvegliate da entrambi i genitori, in particolare dalla femmina. Appena schiusi gli avanotti vanno nutriti con naupli di artemia e mangime in polvere finissimo.

 

Poecilia latipinna (Molly)

Poecilia latipinna (Molly)

 

I Molly si riproducono in continuazione nel corso della loro non lunga esistenza (3-4 anni in media), a partire dal 4°-5° mese di vita. La prolificità delle femmine dipende dalla taglia: le più giovani partoriscono in genere non più di 15-20 avanotti per volta, già dopo un mezza dozzina di deposizioni il numero cresce fino a 60-80 unità, mentre le femmine adulte più grosse arrivano a partorire eccezionalmente oltre un centinaio di piccoli. Questi misurano alla nascita meno di un centimetro e vengono partoriti a distanza di 4-6 settimane dall’accoppiamento. Le femmine gravide vanno isolate in una vasca a parte, a partire da 20 litri, eventualmente all’interno di un’ampia “gabbia” in rete a maglie sufficientemente larga per consentire il passaggio degli avanotti, agganciata a una delle pareti. Il difficile, con questi pesci, non è certo ottenere la riproduzione ma piuttosto crescere i piccoli: richiedono molto spazio, dieta varia e abbondanti e frequenti cambi d’acqua per sviluppare appieno le loro pinne e i loro colori. Soprattutto se allevati in spazi insufficienti nei primi mesi di vita, i molly stenteranno a crescere e difficilmente raggiungeranno la taglia e la bellezza degli adulti: anche la dieta è fondamentale e dovrà il più varia e sostanziosa possibile, alternando mangimi secchi per ovovivipari con alghe sminuzzate, copepodi, naupli di artemia e altri minuscoli crostacei platonici vivi o surgelati, chironomi sminuzzati e tuorlo d’uovo sbriciolato. I migliori risultati si ottengono allevando i piccoli in laghetto durante i mesi estivi.

 

Poecilia reticulata (Guppy)

Poecilia reticulata (Guppy)

 

Dal momento della fecondazione a quello del parto trascorrono tra i 22 e i 24 giorni, durante i quali il ventre della femmina gravida aumenta gradualmente di volume mentre la macchia scura presente posteriormente sul ventre diventa progressivamente più nera, man mano che si avvicina il momento del parto. Con l’esperienza, l’appassionato imparerà a capire qual è il momento giusto per isolare la femmina prossima al lieto evento. E’ bene sapere che una femmina adulta in buona salute e ben allevata è in grado di partorire ogni 30-35 giorni(a 24°C e con 12 ore di luce al giorno: la periodicità dei parti infatti, e regolata in misura determinante dalla temperatura e dal fotoperiodo); un singolo accoppiamento può garantire fino a 8 cicli di fecondazione per femmina, generalmente la fecondazione delle uova avviene intorno al 10° giorno del parto precedente. Gli avanotti, da 20 a 80, sono lunghi alla nascita circa 8mm e immediatamente in grado di cavarsela da soli: è bene che sia così perché gli adulti, madre compresa, danno loro subito la caccia per nutrirsene. In ogni caso, un discreto numero di avanotti riuscirà a cavarsela anche nell’acquario di comunità senza il bisogno di trasferire la femmina in una vasca a parte. Si consiglia di evitare le sale parto ma piuttosto di munire la vasca principale di piante galleggianti o comunque piante che crescano fino alla superficie.

 

Pseudotropheus spp., Melanochromis, Maylania (Mbuna)

Pseudotropheus spp., Melanochromis, Maylania (Mbuna)

 

Una particolare caratteristica che contraddistingue la livrea dei maschi sono le vistose macchie chiare presenti sulla pinna anale, disegni a forma di “uova” che svolgono un ruolo etologico fondamentale durante l’accoppiamento. Tutte le specie figurano tra gli incubatori orali più evoluti. L’incubazione è compito della femmina che vi si dedica per circa un mese (la schiusa dipende dalla temperatura dell’acqua e può avvenire anche dopo 15 giorni); una volta sgusciati fuori dalle uova, gli avanotti rimangono in prossimità della madre per una quindicina di giorni, durante i quali potranno tornare a rifugiarsi nell’accogliente bocca materna al minimo segno di pericolo. La femmina, mentre si dedica all’incubazione, generalmente non si nutre: ciò è probabilmente conseguenza di un blocco fisiologico che agisce sulla faringe, impedendole di ingerire le uova. Ovviamente la femmina, prima e dopo la riproduzione, deve essere nutrita con cibi sostanziosi, somministrati frequentemente e in piccole dosi per agevolare l’assimilazione. Gli Mbuna sono poligami e, di regola, vivono in piccoli gruppi dominati da un maschio maturo e composti da femmine fertili oltre che da qualche immaturo. Quando il maschio è pronto ad accoppiarsi i colori della sua livrea diventano più intensi e, una volta scelta la femmina, la conduce nel luogo prescelto per la deposizione delle uova (in genere una pietra piatta). Raggiunto il territorio stabilito, il maschio si dispone obliquamente rispetto alla compagna, mostrandole la pinna anale. La femmina raccoglie in bocca le uova man mano che le depone, spesso prima che vengano fecondate: scambiando per uova le macchie presenti sulla pinna anale del maschio, cerca di prenderle e, così facendo, inghiotte lo sperma consentendo la fecondazione. Il maschio, una volta concluso l’accoppiamento, non si occupa della cura della prole, anzi, cercando di accoppiarsi con la femmina in incubazione la stressa costringendola a fuggire da un angolo all’altro della vasca. Una buona soluzione è quella di approntare una vasca specifica (bastano 80 litri) dove ospitare, in primo tempo, la femmina con le uova e in un secondo momento (da una ventina di giorni dopo la schiusa) i soli avanotti, nutrendoli frequentemente con mangime secco sminuzzato e cibo vivo o surgelato. Va detto comunque che in un acquario di comunità di grande dimensioni e ricco di nascondigli (rocce o piante) buona parte degli avanotti riesce comunque a salvarsi.

 

Pterophyllum scalare (Pesce angelo)

Pterophyllum scalare (Pesce angelo)

 

In questi pesci, il dimorfismo sessuale e assai poco evidente al di fuori del periodo riproduttivo, quando nei maschi è chiaramente visibile una papilla genitale a cono con la zona terminale appuntita, mentre nelle femmine un ovidotto cilindrico e tronco. Esistono poi i cosiddetti “caratteri sessuali secondari”, visibili (ma non sempre, e spesso comunque non in misura apprezzabile) negli esemplari di buona taglia e di una certa età, che permettono agli acquariofili più esperti e a molti allevatori di riconoscere i maschi dalle femmine. Il più noto fra questi è rappresentato dalla fronte pronunciata e dal profilo più verticale che mostrerebbero esclusivamente i maschi. Una volta formatasi, la coppia sceglie un substrato per la deposizione cominciando a ripulirlo e delimitando attorno ad esso un territorio da difendere coraggiosamente da qualsiasi intruso. Le grandi foglie di piante acquatiche (Echinodorus) sono la scelta più comune; in mancanza di queste, i riproduttori optano di solito per la zona centrale o superiore del filtro biologico interno, per una grossa pietra verticale, oppure per la parete posteriore della vasca. Le uova (fino a un migliaio nel caso di patner molto affiatati e maturi), si schiudono dopo circa 2-3 giorni ad una temperatura di 26-28°C, liberando minuscole larve che vengono poi subito raccolte con la bocca dai premurosi genitori e fissate sul substrato di deposizione (la loro testa è dotata di un filamento adesivo) o su un altro substrato liscio non troppo lontano, dove rimangono per circa 5 giorni assorbendo pian piano il loro evidente sacco vitellino. Quando gli avanotti cominciano a nuotare liberamente, l’acquariofilo inizierà a nutrirli con frequenti somministrazioni di nupli di Cyclos ed Artemia, possibilmente arricchiti.

 

Pygocentrus spp. (Piranha)

Pygocentrus spp. (Piranha)

 

Tarda maturità sessuale (2°-3° anno di vita), raggiunta quindi ad una taglia già considerevole e che comporta uno spazio notevole per la formazione delle coppie. Fattori che influenzano positivamente la riproduzione sono: un cambio d’acqua sostanzioso, dei valori di pH e durezza medio-bassi (pH 7 e 8-10°dGH al massimo), una dieta varia e abbondante dei riproduttori, la presenza di piante galleggianti con fogliame e radici folti e robusti tra i quali spesso avviene l’accoppiamento, che altre volte si osserva invece verso il fondo, in buche scavate dal maschio. Quest’ultimo può occuparsi in solitudine della cura e della difesa della prole (almeno fino al riassorbimento del sacco vitellino) dopo aver scacciato la femmina, oppure tollerare la sua comparsa per almeno 24 ore (in tal caso essa può collaborare con il partner). Le uova sono numerose (500-1000) e si schiudono in 2-3 giorni: occore però un’altra settimana prima che gli avanotti nuotino liberamente e comincino a nutrirsi attivamente, accettando fin dall’inizio naupli e metanaupli di artemia arricchiti, piccoli copepodi vivi e surgelati, vermetti micro e mangime liofilizzato finemente sbriciolato. Nel giro di 2-3 settimanme sono già pronti per chironomi, tubifex, enchitrei, larve di zanzara, dafnie e artemie adulte. Crescono rapidamente ma con estrema eterogeneità di taglia, per cui il cannibalismo diventa una regola fin dai primi giorni di vita: è del resto impensabile allevarne grandi numeri in spazi ristretti, i più piccoli vanno dunque sacrificati o, in alternativa, smistati man mano in vasche diverse nelle quali andrebbe mantenuta una certa omogeneità nella taglia dei piranhetti, per evitare che i più grandi divorino i più piccoli.

 

Symphysodon (Discus)

Symphysodon (Discus)

 

Per riprodursi, la coppia ha bisogno di assoluta tranquillità, specie se è alle prime esperienze. Se disturbata o minacciata può divorare facilmente le uova, tendenza purtroppo accentuata da una mancanza di una selezione sui genitori da parte di molti allevatori, che preferiscono allevare la prole a parte. Un pH leggermente acido (6,5), una durezza bassa (5-10°dGH) e una temperatura di 28-30°C. Le uova (qualche centinaio) sono deposte su un substrato preventivamente ripulito dalla coppia (un sasso, una radice di legno, una foglia larga e robusta, talvolta direttamente sul vetro dell’acquario o sul filtro), che le cura e le sorveglia fino alla schiusa, circa 60 ore dopo l’ovodeposizione. Nelle ore seguenti gli avanotti familiarizzano con i genitori, che li prendono spesso in bocca per disinfettarli con un muco speciale. A circa una settimana di vita i piccoli nuotano in branco strettamente affiancati ai genitori, cibandosi di un secreto cutaneo altamente nutritivo da essi prodotto, man mano integrato e poi definitivamente sostituito dal cibo somministrato dall’acquariofilo (naupli di artemia, mangime in polvere, tuorlo d’uovo sodo sbriciolato ecc.).

 

Synodontis

Synodontis

 

La riproduzione non è affatto semplice, negli allevamenti viene stimolata con l’utilizzo di ormoni ma è difficile osservarla “spontanea” negli acquari domestici. Importante, a questo fine, è allevare un gruppo di almeno una decina di giovani individui che raggiungeranno la maturità sessuale intorno ai 2-3 anni. Il dimorfismo sessuale è quasi inesistente anche se, in genere, il maschio è più piccolo della femmina e durante il periodo riproduttivo presenta la papilla genitale più appuntita; la femmina inoltre ha un ventre più arrotondato e una colorazione più chiara. In natura la stagione degli amori coincide con quella delle piogge, situazione che in vasca si può tentare di simulare con dei cambi d’acqua.

 

Trichogaster leeri (Gurami perlato)

Trichogaster leeri (Gurami perlato)

 

I maschi adulti hanno la pinna dorsale più sviluppata e posteriormente appuntita (nelle femmine è tondeggiante). Anche l’anale è più ampia, spesso sfrangiata sui bordi, e in prossimità dell’accoppiamento i colori maschili sono più sgargianti. Il maschio, giunto il periodo della riproduzione, comincia a costruire alacremente un nido fatto di piccole bollicine d’aria amalgamate con il suo secreto salivare. La struttura viene solitamente ancorata a piante e oggetti che galleggiano in superficie. Fino a quando il nido di schiuma non è terminato, il maschio si dimostra aggressivo verso la femmina e tutti gli altri eventuali compagni di vasca. E’ importante, quindi, che l’acquario offra molti rifugi ed una fitta vegetazione dove essi possano nascondersi. E’ altresì fondamentale che la corrente generata in superficie dal sistema di filtraggio sia minima, così da non compromettere la stabilità del nido. Il maschio invita la femmina con delicati movimenti a raggiungerlo sotto il nido appena terminato. A questo punto hanno luogo i caratteristici “abbracci” dei riproduttori: il maschio avvolge con il proprio corpo la femmina e vengono liberati contemporaneamente i prodotti sessuali. Le uova espulse dopo ogni abbraccio sono raccolte dal maschio, che le racchiude singolarmente in una bollicina d’aria, sistemandole poi nel nido. Completata la deposizione, bisogna allontanare la femmina, almeno che la vasca non sia molto grande e ricca di nascondigli. La cura delle uova e delle larve nelle prime ore di vita spetta infatti al maschio, che si dimostra nuovamente aggressivo contro gli eventuali coinquilini, partner compresa. Le uova si schiudono generalmente dopo 24-28 ore e le larve rimangono attaccate al nido per altri due giorni circa. A questo punto, se tutto accade in una vasca di riproduzione, è opportuno allontanare anche il maschio. Le larve possono essere nutrite con infusori e mangime liquido per avanotti. Dopo circa 10 giorni i piccoli accettano volentieri naupli di cyclops e di artemia. A 4-6 settimane si nutrono già di qualsiasi cibo secco finemente sminuzzato.

 

Trigonostigma heteromorpha (Rasbora arlecchino)

Trigonostigma heteromorpha (Rasbora arlecchino)

 

Il dimorfismo sessuale è in genere poco evidente, limitato a differenze di corporatura (maschio di solito più snello, talvolta con pinne più colorate) e al solito ventre tondeggiante che distingue la femmina ovigera. La riproduzione di questa rasbora è molto caratteristica e tutt’altro che semplice per l’acquariofilo. I partner si accoppiano “a testa in giù”, infatti le uova (molto adesive, contrariamente a quelle della maggioranza delle congeneri) vengono deposte nella faccia inferiore delle foglie di piante come Barclaya, Cryptocoryne. I riproduttori sono grandi divoratori delle loro uova e ciò, unitamente ad una relativamente scarsa prolificità (di rado vengono deposte più di un centinaio di uova), rende la riproduzione poco redditizia; le uova sono fotofobe, richiedono cioè condizioni di penombra o buio assoluto per svilupparsi regolarmente. Infine, le larve sono davvero minuscole e non possono essere nutrite con naupli di artemia e mangime di pari taglia prima delle 2-3 settimane di vita, durante le quali accettano solo infusori e cibo microscopico.

 

Xiphophorus helleri (Portaspada)

Xiphophorus helleri (Portaspada)

 

Rispetto a quello dei platy, i maschi di portaspada sono facilmente distinguibili grazie anche alla loro spada caudale. Il periodo di gestazione ha una durata di circa 20-30 giorni e porta al progressivo accrescimento ventrale e allo sviluppo di una macchia scura in prossimità della pinna anale, quest’ultima peraltro, nelle femmine non più primipare, non considerabile necessariamente come segno di incubazione in atto di uova fertili. Tipica è la capacità delle femmine di conservare attivo anche per 7 mesi il liquido seminale ricevuto durante un singolo accoppiamento: in tal modo possono dar vita a ripetute fecondazioni anche in assenza di maschi. La nascita dei piccoli può avvenire sia in una vasca a parte dedicata (minimo 40 litri) che liberamente in vasca principale, in presenza di una folta vegetazione che fornisca riparo agli avanotti, che nascono già ben sviluppati e sono in grado di nuotare ed alimentarsi autonomamente dopo poche ore. Nei primi 15-20 giorni devono essere abbondantemente nutriti con mangime secco micronizzato e naupli di artemia (almeno 3-4 volte al giorno), successivamente con gli stessi cibi somministrati agli adulti opportunamente sminuzzati. Importanti, per una buona crescita, sia la disponibilità di spazio che piccoli ma frequenti cambi parziali dell’acqua. Il numero degli avanotti dipende dalla taglia della femmina, possono essere da 20 a 200.

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